AIUTIAMO I COMPAGNI DI VITA DI GIANCARLO....
Data: Domenica, 11 marzo @ 11:30:41 CET
Argomento: Animali che Passione


Morto tra i suoi amati cani l’eremita che aveva rifiutato gli aiuti durante il nevone

E’ MORTO nella sua solitudine, nella sua casa sperduta in campagna. Accanto solo i suoi dodici cani. L’eremita Giancarlo Cola era balzato alle cronache già qualche settimana fa per aver rifiutato i soccorsi durante il ‘nevone’. Cola viveva da quasi vent’anni in una casa sperduta nei calanchi di Sant’Agata Feltria, località Gambone, dove vi si poteva accedere solo dopo 40 minuti a piedi. I suoi giorni li trascorreva in una casa colonica ristrutturata, ma senza luce, acqua, gas, porte e finestre. Con sè solo 12 cani e alcune provviste. Originario di Sogliano sul Rubicone, è morto per cause naturali, all’età di 72 anni.
Non tutti sanno però che Cola vantava una laurea in lettere e filosofia. «Era solitario, ma con un grande cuore — dicono le persone che lo andavano a trovare — E anche molto acculturato. Ad ogni suo cane aveva dato il nome di personaggi greci e filosofi. E quando lo incontravamo ci raccontava tante di quelle storie...». Cola si teneva sempre informato su quello che succedeva nel mondo, grazie a una piccola radiolina che andava a pile e che teneva sempre accesa, appesa al collo. «Qualche anno fa aveva avuto un problema al cuore ed era stato operato con 5 bypass. Avevamo cercato di fargli capire che in quella casa non poteva più tornare. Ma non ha voluto ascoltare nessuno» confidano i responsabili della Caritas che gli portavano ogni mese la spesa. Domenica pomeriggio sono stati i servizi sociali di Sant’Agata Feltria a trovare il corpo senza vita dell’uomo. Chiamati in soccorso carabinieri e vigili del fuoco di Novafeltria, le forze dell’ordine sono riuscite a recuperare il corpo, trasportandolo a piedi lungo l’impervio sentiero, solo verso le due di notte. Si trova ora all’obitorio dell’ospedale di Novafeltria. Ancora incerta la data dei funerali. Il Servizio veterinario dell’Ausl ha preso ora in custodia i 12 cani dell’uomo. «Speriamo che vengano adottati presto da tante famiglie — concludono gli amici dell’uomo — Lui ne sarebbe stato felice!








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