Emergenza Idrica. Il problema è lo spreco.
Data: Giovedì, 24 novembre @ 23:14:19 CET
Argomento: Rassegna Stampa


Voce di Rimini 24 novembre 2011
Oggi è ufficiale. Siamo in emergenza idrica e la preziosa risorsa del nostro territorio dovrà essere razionata e prelevata in deroga alle normative di rispetto ambientale.
Questo significa che verranno utilizzate quelle risorse che sono considerate indispensabili per il mantenimento dell’equilibrio del nostro ambiente.
Questo è un gravissimo depauperamento delle risorse del territorio e della collettività.
Rendendo questo bene scarso si penalizzano le attività che più sono idroesigentio come l’agricolture, limitandone fortemente l’attività e sviluppo.
Inoltre si rischia di affrontare la prossima stagione turistica in situazione di emergenza avendo già impegnato nella stagione fredda le risorse idriche che la legge protegge in periodi di normalità come vitali per l’ambiente, e consumando preventivamente quanto dovrebbe essere ultima istanza tampone della nostra economia.
La causa della scarsità dell’acqua per usi antropici non dipende da Giove pluvio.
L’acqua nel nostro territorio è molto abbondante ma viene sistematicamente sprecata.
Solo il depuratore riminese produce quotidianamente oltre centomila metri cubi di acqua che viene versata in mare.
Acqua depurata che con poco sforzo ulteriore potrebbe essere resa utilizzabile a fini agricoli e industriali e civili. Acqua con cui si potrebbero coltivare campi e riqualificare l’agricoltura, rendere florido il nostro territorio, e che rimessa nel ciclo della natura tornerebbe ad alimentare falde, fossi e laghetti indispensabili per mantenere vivo l’ambiente e disponibile la risorsa acqua. Acqua che potrebbe essere usata per scopi industriali come lavaggi in edilizia, lavaggio di strade, per impianti industriali di raffreddamento, per autolavaggi, per innaffiare giardini e aiuole pubblici e quanto altro ritenuto necessario. Acqua soprattutto che sarebbe gratuita.
Invece si preferisce liberarla in mare dove è dannosa e causa il grave problema della anossia delle acque con relativo impoverimento delle risorse ittiche e scadenza delle acqua di balneazione.
Dagli anni 70 esistono progetti del comune riminese per riusare le acque depurate, ma nulla si è fatto e si sta facendo, anzi si disattende sistematicamente la questione.
Anche l’intervento previsto al depuratore di santa Giustina di Rimini e già finanziato fallisce questo obiettivo. Nonostante si spendano oltre 20 milioni di euro l’acqua prodotta non sarà utilizzabile e pertanto continuerà ad essere dispersa in mare con grave danno per l’economia turistica e ittica. Con molti milioni di euro in meno si potrebbe agevolmente realizzare un sistema di affinamento che renderebbe l’acqua facilmente utilizzabile e trasformerebbe quello che oggi inquina in risorsa.
L’emergenza idrica così costruita diventa poi motivo di cattivo utilizzo di altre risorse. Altri soldi si vogliono spendere per realizzare il canale emiliano romagnolo e portare acqua dal Po (se ci sarà) alla nostra provincia. Questo progetto costerà oltre 90 milioni di euro e porterà acqua di scarsa qualità che dovremo pagare, quando invece ne abbiamo in abbondanza gratis e che ci permettiamo di gettare impunemente in mare.
Queste che sono ovvietà ormai note ai più sembrano invece sconosciute ai nostri politici e tecnici che si ostinano ad intraprendere strade inutilmente costose e dannose. Queste scelte mostrano come non esita una visione di insieme delle esigenze del territorio e della collettività; evidenziano e mostrano volontà di realizzazione di investimenti che hanno altro scopo dalla valorizzazione delle nostre risorse e territorio e cercano invece di renderci sempre più dipendenti da altre entità e dalle relative bollette.
Errani non dovrebbe firmare un decreto sulla emergenza idrica ma sull’emergenza spreco. Lo spreco delle nostre risorse è la vera emergenza che rende scarsa alla collettività quella che invece è risorsa abbondante e diffusa. Una visione solo emergenzialista non è più sostenibile.

Dott. Ivan Innocenti
Associazione d.n.A Rimin









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