Chi usa violenza sugli animai raramenta si ferma qui
Data: Martedì, 01 settembre @ 00:00:00 CEST
Argomento: Spunti della settimana


"Il maggior pericolo per un bambino è uccidere o torturare un animale e farla franca"
Margaret Mead, antropologa


L'argomento di oggi è molto difficile, delicato. Ma vale la pena affrontarlo e per chi sarà interessato approfondirlo con i link segnalati sotto. L'esigenza di parlarne nasce da alcuni episodi di cronaca in cui vittime sono animali seviziati da adolescenti. Un recente episodio riguarda un cucciolo seviziato e fotografato come trofeo insieme a piccoli uomini che lo mostravano sorridenti. I casi segnalati sui giornali sono spesso la punta dell'iceberg di queste indicibili violenze sugli animali. Molto spesso questi episodi vengono archiviati come "ragazzate" o come eventi isolati, ma da molti anni la ricerca psicologica ha dimostrato che la violenza perpetrata dai bambini e dagli adolescenti nei confronti degli animali è spesso associata a disturbi psicologici ed in particolare ad atteggiamenti e comportamenti aggressivi nei confronti delle persone. La crudeltà verso gli animali può essere quindi un indicatore potenziale di una situazione esistenziale patogena; per esempio, di una situazione familiare ed ambientale particolarmente problematica, caratterizzata, a seconda dei casi, da violenza fisica, violenza psicologica, abuso sessuale, o da tutte queste forme di violenza insieme.



Inoltre, la crudeltà verso gli animali nei bambini e negli adolescenti può preludere ad atteggiamenti e comportamenti antisociali di questi soggetti da adulti. Tra l'altro, nella revisione dell'American Psychiatric Association e della World Health Organization è stata inserita la crudeltà fisica nei riguardi degli animali tra i sintomi del disturbo della condotta.

Questo disturbo, che viene generalmente diagnosticato per la prima volta nell'infanzia o nell'adolescenza, è descritto come "un modello ripetitivo e persistente di comportamento in cui i diritti fondamentali degli altri o le principali norme o regole sociali appropriate ad una determinata età vengono violati". La ricerca psicologica in questo campo è stata effettuata soprattutto nell'area anglosassone. Gli Stati Uniti sono il paese in cui è stato realizzato di gran lunga il più grande numero di studi e dove più ampio è stato il dibattito su questi problemi non solo in ambiente accademico, ma anche in quello giudiziario, politico, sociale e scolastico.

La violenza verso gli animali non deve essere considerata come un fenomeno isolato, ma come un anello integrante di un intero ciclo di violenza e va sottolineata l'importanza di interventi coordinati di operatori di settori diversi (poliziotti, magistrati, educatori, veterinari, associazioni per la tutela degli animali ed associazioni per la tutela dei bambini) per prevenire forme più gravi di violenza.


Nelle biografie della quasi totalità dei serial killer americani sono presenti episodi di violenze, spesso atroci, nei confronti di animali, compiute nell'infanzia e/o nell'adolescenza. La ricerca psicologica ha comunque dimostrato che i comportamenti crudeli verso gli animali possono non solo precedere nel tempo, ma anche seguire, altri comportamenti antisociali e/o verificarsi in concomitanza con essi. Inoltre, questi comportamenti antisociali possono consistere non soltanto in forme di violenza diretta nei riguardi delle persone, ma possono includere anche reati contro la proprietà, connessi all'uso e allo spaccio di droga, e reati contro l'ordine pubblico.

Lo studio del legame fra crudeltà su animali e comportamento antisociale e criminale, la considerazione che la crudeltà su animali è tirocinio di crudeltà verso gli uomini, l’interpretazione della crudeltà su animali nell’infanzia e adolescenza quale sintomo di una situazione patogena in atto e quale fenomeno predittivo di devianza in età adulta, la prevenzione e la punizione di atti di crudeltà verso gli animali, si dimostrano perciò elementi costitutivi e fondamentali di un qualsiasi progetto di prevenzione e recupero dalla devianza/violenza e di educazione alla non violenza.

Fonte:
www.zona-franca.it  www.link-italia.org









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