SI AL CIRCO MA SENZA GLI ANIMALI. La Voce di Romagna Lunedì 17 Agosto 2009
Data: Martedì, 18 agosto @ 00:00:00 CEST
Argomento: Spunti della settimana


In Italia si convive con molteplici tradizioni in cui gli animali vengono maltrattati dall'uomo a scopo ludico. Alcuni esempi sono le feste di paese e religiose, i palii, i circhi. Tutte queste attività che dovrebbero divertire adulti e bambini provocano sofferenza psicologica e fisica evidente agli animali, e persino la morte, e il modello educativo rispecchia la prevaricazione del più forte sul più debole.


Negli ultimi giorni alcuni esponenti di associazioni animaliste hanno manifestato davanti a circhi che utilizzano gli animali per i loro spettacoli. Qualcuno pensa che portare i prori bimbi a vedere gli animali al circo sia una cosa molto istruttiva, ma forse pochi sanno i tormenti e le violenze che questi animali subiscono ripetutamente.

Il circo con animali rappresenta un’era in cui poco o nulla era capito dei bisogni delle altre specie. Tuttavia, oggi, grazie a numerosi studi scientifici effettuati a livello mondiale, abbiamo grandi conoscenze in questo campo.

Nel circo gli animali sono confinati in piccoli spazi, incatenati, e costretti a restrizioni in ogni area della propria vita. Elefanti incatenati fino a 20 ore al giorno senza alcuna possibilità di movimento, leoni chiusi in vagoni di pochi metri per giorni interi. Gli unici momenti di “libertà” sono quelli in cui vengono costretti con metodi violenti ad eseguire ridicoli e grotteschi esercizi in completo contrasto con la loro natura.

In natura i leoni e le tigri possono girovagare per migliaia di chilometri per cacciarsi le prede mentre gli elefanti vivono in grandi gruppi.Agli animali del circo non è permesso esprimere i loro comportamenti naturali e il risultato è la noia, la frustrazione e chiari segnali di comportamenti stereotipati anormali.

Gli abusi sono parte della vita quotidiana per gli animali del circo, che siano uno scappellotto, un pugno, una punzonata, un’uncinata, una frustata o una bastonata. Quando gli abusi non sono fisici, sono verbali, intimidatori, in tono aggressivo come se l’animale dovesse capire ogni parola che gli viene gridata in faccia.

E’ difficile immaginare il tormento fisico e mentale di dover trascorrere tutto il giorno, tutti i giorni, chiusi in piccole gabbie, legati al suolo da una catena lunga 1.5-2.5 metri e torturati in continuazione. Oltretutto senza un solievo durante la notte, quando ancora, le catene limitano la possibilità di sdraiarsi e girarsi. Questa è la vita degli animali costretti a vivere in un circo per 20, 30 o 40 anni.

Pur mettendoci tutta la buona volontà del mondo, il circo non potrà mai fornire le strutture, gli spazi e la tranquillità necessari alla salute fisica e al benessere mentale degli animali.

Per avere un'idea di come vengono addestrati...Jean Richard, addestratore francese molto noto nel suo paese per aver partecipato a numerose trasmissioni televisive, ha dichiarato: “Ho trovato una sola soluzione: buttandogli uno sgabello addosso, dritto sul muso. Prendi l’abitudine di portare lo sgabello con te. Il leone ritorna immediatamente al suo posto. Va tutto bene per quattro giorni poi si deve iniziare il tutto altre mille volte. Devo dire che più sentivo su di me l’odio del leone, meno probabilità vi erano di sbagliare il bersaglio a cui indirizzavo lo sgabello”.
Sull’uso della frusta e delle punzecchiature, ci viene in aiuto un altro domatore francese, Alfred Court. “Restavo solo con le tigri e le punivo in modo che esse non avrebbero dimenticato... la morte può essere affrontata solo con la morte, e questo quando tutti gli orpelli sono finiti. E' il gioco del domatore di leoni. Egli fa agire il leone sotto la costante minaccia della morte e lo ricorda al leone con migliaia di punzecchiature, ferite e frustate. Il leone ruggisce la sua protesta, ma va avanti con l'esercizio, perché non vuole morire”.

Proviamo a leggere anche due dichiarazioni della Sig.ra Orfei : “Se un leone ti attacca e tu gli punti la forca, lui le si butta contro e si punge; lo fa una, due, tre volte, ma poi capisce che avventandosi sulla forca si punge e allora cerca di aggirare l’ostacolo. In questo caso gli arriva la frustata una prima volta, una seconda e così via, finché si rende conto che non può attaccarti e tu lo domi gradatamente con il condizionamento”. Senza soffermarci su come un leone si possa solo pungere scagliandosi contro una forca, leggiamo il secondo passo relativo all’addestramento delle foche: Possono essere ammaestrate solo per fame e non si possono picchiare perché la loro pelle, essendo bagnata, è delicatissima. Ma con un po’ di pesce ottieni quello che vuoi”.

In entrambi i casi quello voluto dai circensi è un animale dai comportamenti stereotipati frutto dei condizionamenti ottenuti dalle tecniche di addestramento.

Hans Falk, ex lavoratore del circo austriaco Knie, riferisce quanto visto nelle prime sessioni di addestramento di una giovane elefantessa africana: “Si iniziò con una sorta di esercizio di equilibrio, sopra un asse rigido tenuto a circa 50 centimetri da terra. Ma l’elefantessa, impaurita, si rifiutò. Allora, sia l’addestratore che Louis Knie persero la pazienza e ricorsero ad una asta metallica portante all’apice un uncino, il quale fu spinto e poi tirato sull’elefantessa. Si cercava di far svolgere l’esercizio in maniera corretta nel più breve tempo possibile, ma l’elefante rimaneva incapace di eseguirlo. Era giunto il momento di iniziare un piccolo inferno nella pista. Il domatore iniziava a colpire l’elefante sulle zampe fino al sanguinamento”.

Conoscendo quanto detto finora, il circo con gli animali dovrebbe essere bandito per la violenza di cui è impregnato, ma soprattutto bandito dalle scuole dove si dovrebbe insegnare la compassione e l’empatia, ovvero la capacità di immedesimarsi negli altri; una delle qualità umane più efficaci per prevenire, diminuire e/o eliminare la violenza nei rapporti tra gli esseri umani e tra gli esseri umani e gli animali.

Il circo deve vivere ma sotto il tendone non vogliamo più vedere animali ma trapezisti, clown e giocolieri, e bisogna essere consapevoli che far vedere una tigre che balla la tarantella a un bambino non è educativo, perchè in natura non lo fanno.

www.agireora.org

www.tradizioniviolente.org

“Dossier Circo” Lega Anti Vivisezione,

www.infolav.org

www.zona-franca.it







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