Quando il cacciatore entra in casa Storie di abusi e ritorsioni
Data: Sabato, 01 agosto @ 12:15:53 CEST
Argomento: Notizie ricevute e publicate


Un po' in ritardo ma divulghiamo volentieri questo articolo contro la caccia pubblicato su Liberazione il 30 aprile:



Quando il cacciatore entra in casa Storie di abusi e ritorsioni

Gualtiero Crovesio

Minacce a mano armata, ingiurie, danneggiamento di automezzi e colture. Un numero impressionante di uccisioni di animali domestici a colpi di arma da fuoco.
Questa sorte è toccata, ad esempio, al gatto compagno di una vita della signora Dina F. di Sillavengo, Novara, nel novembre del 2008, la quale ha denunciato per questo delitto un cacciatore; o al cane del signor Mario C., a Pozzolo Formigaro in provincia di Alessandria: «Lo hanno freddato perché, abbaiando, disturbava i loro cani da caccia».
Ancora più alto il numero degli animali domestici avvelenati tramite l'abbandono intenzionale di sostanze letali. E poi ancora, spari a ridosso di arterie stradali e ferrovie. Tra gli altri, il caso del signor Ezio B. di Novara, che racconta: «Nell'estate 2008, in via Poletti, i pallini dei cacciatori hanno addirittura colpito il parafango della mia auto mentre stavo guidando».
Non vengono risparmiate nemmeno le immediate vicinanze di abitazioni private, teatro di sparatorie da breve distanza, anche in presenza di bambini che giocano all'esterno, come accaduto nel novembre 2008 a Rocca Grimalda (Al): «Una squadra di cacciatori - racconta il signor Cesare C. - aveva inseguito un cinghiale e lo aveva abbattuto nel cortile della nostra casa. Alle nostre proteste per gli spari vicini all'abitazione, i cacciatori hanno risposto con insulti e minacce». Da Franco L. di Poirino (To), un'altra testimonianza: «I cacciatori sparano per settimane nei campi accanto alle case a meno di 25 metri di distanza da queste. A nulla servono le segnalazioni fatte ai Carabinieri, che non intervengono. Noi e le famiglie delle case vicine siamo molto spaventati e siamo sempre costretti a tenere i bambini piccoli e gli animali chiusi in casa, perché gli spari si sentono vicinissimi al nostro giardino». Molti anche gli escursionisti terrorizzati o obbligati a rinunciare alle proprie passeggiate fuori porta. Un denunciante anonimo della provincia di Asti scrive: «Da anni abbiamo paura di passeggiare nei boschi per il pericolo di essere colpiti dagli spari, anche nei pressi della strade provinciali».
Tutto questo non è che un breve sunto di quanto è emerso dal "Questionario regionale per la segnalazione di fatti criminosi ad opera di cacciatori", sperimentato della Lav in Piemonte alla fine del 2008. Il questionario ha permesso di fare emergere centinaia di episodi di grave abuso - quando non veri e propri atti criminali - per mano di individui con doppietta a tracolla e tuta mimetica. Non esiste una sola zona extraurbana del Piemonte che pare uscire indenne da questa sequela di misfatti, pur essendo quella subalpina la regione italiana che registra la minor densità di cacciatori.
E' un filo conduttore a collegare le centinaia di segnalazioni pervenute: da una parte, la paura, il timore di ritorsioni e il senso di abbandono; dall'altra, storie di prepotenza, abusi e impunità diffusa. Un'altra voce tra le tante è quella della signora Luisella P. di Sostengo (BI), che nel suo questionario scrive che «tutti a Sostengo lamentano di avere avuto ritorsioni dopo le discussioni con i cacciatori, e molti non parlano per paura».
Di fronte a queste testimonianze, che rappresentano solo molto parzialmente la situazione complessiva, l'attuale maggioranza di governo, ben lungi dallo studiare norme urgenti volte al ripristino della legalità e alla tutela della sicurezza dei cittadini contro gli abusi a mano armata, ha presentato la ormai nota proposta di legge a firma del senatore Franco Orsi, che mira ad uno stravolgimento filo-venatorio della legge 157/92. La possibilità concreta che questo pacchetto di proposte raccolga la maggioranza in Parlamento rappresenta una reale minaccia, oltre che alla vita di milioni di animali, anche alla salvaguardia di diritti elementari, quale quello alla tutela della propria incolumità, per centinaia di migliaia di cittadini italiani. La proposta del senatore ligure desta incredulità soprattutto perché si rivolge ad una società che sempre meno pare disposta a tollerare la presenza dei cacciatori, considerando che il 75% degli italiani si dichiara abolizionista. Troppo spesso - a dispetto di chi tende a minimizzare il problema, parlando di episodi riconducibili a poche "mele marce" - i cacciatori si trasformano in soggetti pericolosi ai quali i normali cittadini non osano opporsi solamente per paura di subire ritorsioni. Nell'ambito di questa vera e propria "emergenza sicurezza" generata dall'attività venatoria - tale si configura la situazione stando ai dati raccolti dall'inchiesta sperimentale condotta dalla Lav in Piemonte - la proposta-Orsi, avversata addirittura anche da una parte del mondo delle doppiette, rappresenta un atto incomprensibile in favore delle fazioni più estremiste dei cacciatori. Le stesse che trovano spazio sui blog di portali come "big Hunter", dove, tra una donna nuda e l'altra, si possono leggere ineffabili considerazioni quali: «Se approvata, la nuova legge non ci darà nulla di più di quanto non ci spetti e che non fosse già nostro in passato e ci era stato tolto a mò di vera e propria rapina»; oppure «Dovremmo sparare ai cani. Lo faremo!"; o ancora "Ammazzare gli animali è un diritto naturale".









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