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Video Stop alla sofferenza degli animali nei circhi

 
Iniziative Azioni: I CANI DI SALUDECIO
Postato da il Venerdì, 12 febbraio @ 16:03:51 CET (810 letture)

A inizio anno 2010 è arrivata la prima sorpresa. Non gradita. 
Un Comune dell'entroterra riminese, il Comune di Saludecio decide di trasferire i suoi cani in una struttura fuori provincia. L'Enpa sezione di Rimini e Animal Freedom, associazioni presenti sul territorio riminese, decidono di chiedere un incontro con il Comune in questione. 
Sabato 16 gennaio 2010 viene fatto l'incontro con il responsabile dell’area amministrativa del comune di Saludecio, Dott. Brignesi Oscar.
L'incontro è stato richiesto per fare il punto della situazione in base agli impegni reciproci assunti nel 2008: il Sindaco di Saludecio si impegnava a mantenere i suoi cani all’interno della provincia di Rimini (canile San Patrignano): le associazioni si impegnavano a promuovere le adozioni dei cani del comune di Saludecio. Risale infatti al 2008 la prima "battaglia" per i cani di Saludecio, con blocco della deportazione, discussioni, sangue amaro per i volontari, che però alla fine riescono a far capire all'amministrazione che mai avrebbero desistito. Anche nel 2008 la struttura "scelta" in base a costi giornalieri bassissimi pro cane (chissà come mai...) era una struttura delle Marche, già indagata negli anni passati, chiusa e poi riaperta, con tassi di mortalità molto alti e con tutto il resto, il canile di Cagli "La Volpetella". 
Quest'anno stessa storia, un'altro canile, sempre privato, sempre senza volontari né adozioni all'interno, sempre nelle Marche. Ci siamo mobilitati perché MAI avremmo permesso che i cani di Saludecio fossero trasferiti. Quindi abbiamo approntato il ns piano di battaglia: inviare ns assoluto dissenso al Comune in questione, per iscritto, e soprattutto abbiamo messo in evidenza come l'aiuto dei volontari può far risparmiare una amministrazione e come è bene privilegiare strutture basandosi non sulle tariffe basse ma su altri parametri: numero di adozioni, presenza associazioni animaliste all'interno, assistenza veterinaria, benessere animale ovviamente in primis. Sulla base di dati oggettivi di risparmio tangibile, il Comune ci ha dato ragione e i cani di Saludecio non sono stati spostati. 
Molto brevemente ho descritto come sono andate le cose sottolineando come abbiamo dato priorità all'aspetto economico della situazione, solo perché con le amministrazioni, per esperienza, altri termini non sono, il più delle volte, importanti. Detto questo, per noi, veder trasferire questi animali sarebbe stata una sofferenza enorme, saperli poi in un posto dove nessuno si sarebbe più occupato di loro... non lo avremmo mai permesso e con collette varie saremmo arrivati a prenderceli in carico a pensione. Ma questa ottica di togliere sempre le castagne dal fuoco a chi deve prendersi le proprie responsabilità non può durare. Questi animali hanno fatto la loro battaglia insieme a noi e l'hanno vinta insieme a noi.
Ringrazio anche Rosanna e Corinna di chiliamacisegua perché anche solo come appoggio morale.... siete state utilissime. E' proprio vero...l'unione fa la forza.


Uliana vice presidente Enpa sezione di Rimini e Lorenza presidente Animal freedom



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Azioni Azioni: PER CHI NO LO CONOSCESSE ECCO IL CANILE DI CICERALE
Postato da il Martedì, 28 ottobre @ 21:56:53 CET (1049 letture)

pregasi diffonderre

 
non dobbiamo solo leggere e diffondere
da allora:
Atripalda,24.05.2006
non è successo niente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


 


CORPO POLIZIA ECOZOOFILA A.U.D.
centrale operativa 24/24 telefono 349 84 59 330 - mail:
comando@poliziaecozoofila.info


Da tempo il CPE di Salerno sta tentando di far terminare un
canile della Comunità montana per potervi far entrare i
230
cani sequestrati ieri a Castellabate; anche il Bancozoofilo
del CPE ha provveduto ad inviare 2 volte cibo a questa
struttura abusiva

La notizia del loro molto probabile inoltre a Cicerale
richiede un intervento di tutti per impedirlo

Per chi non lo conoscesse riproponiamo uno scritto  di
Angela Luongo di Atripalda vigilessa come proferssione
presidente di un' associazione animalista l'unica donna con
le pal........che ha avuto il coraggio di scrivere e
raccontare l'inferno che avava visto entrando in quel
canile. Denunciata per diffamazione a mezzo stampa ma
assolta giustamente.


Sappiamo tutti che questa descrizione si può adattare a
mille altri rifugi più o meno convenzionati, ma sappiamo
tutti che tali situazioni devono essere estirpate e non
basta portarle agli onori delle cronache

Ercole Ciaglia

comando@poliziaecozoofila.info



MANCA UN GIRONE NELL'INFERNO DI DANTE ALIGHIERI: "IL CANILE
DI CICERALE" Chi in passato lo ha definito il Dio del Sud ha
bestemmiato.

Io ieri l'ho incontrato, vecchio, sporco,claudicante,tante
goccioline fetide gli colavano dal volto tumefatto dalla
cattiveria, odio, avidità , sete di soldi soldi soldi,
pietra miliare della sua perfida esistenza.

LUCIFERO, si era proprio lui, trasferitosi sulla terra dagli
abissi infuocati dove il magma fonde ogni elemento da cui
potrebbe germogliare vita, amore, pace, rispetto, speranza.

Padrone assoluto di duemila esseri viventi, da Dio creati a
sua immagine e somiglianza come tutto ciò che esiste sul
pianeta terra, e dal  Cafasso incarcerati, denudati,
seviziati, costretti a perdere la propria identità di
animali, parti integranti dell'universo, compagni fedeli
per l'eternità.

Per raggiungere questo girone infernale ho impiegato due ore
di viaggio, un tornante dopo l'altro, come sulle montagne
russe, mi sono inerpicata sulle colline che a strapiombo
cadono sulla costa cilentana, un' altro mondo, ai confini
della realtà, recintata da teloni neri che nascondono
l'orrore, ecco l'oasi di ciotola, il rifugio di Cicerale,
chilometri quadrati di bosco trasformati in forni crematori
d'estate e pozzanghere argillose d'inverno, anche il prato
verde ha smesso di esistere, si è consumato ed estinto a
causa dello strofinio con la cute di centinaia-migliaia di
cani transitati in quell'incubo, non un abbaio ma un boato
di latrati proveniva da tutta la collina, una stradina che
scendeva tortuosa  mi portava all'ingresso del gulag.

Bello l'ingresso, alberato con viottoli piastrellati in
pietraviva, qualche gabbia a cubo chiuso, ancora non
arrugginita, corredate da microcuccia e 4 - 5 - 6 cani di
piccola taglia che saltellavano come grilli, in verticale
perché  camminare in orizzontale era impresa impossibile.
Più avanti un numero imprecisato di box in cemento di
pochi
metri quadri, chiusi da rete anche sulla parte superiore,
contenevano i cani della Legge Sirchia, quelli pericolosi,
li' inscatolati per espiare le colpe dei balordi umani
padroni delle loro vite, decine e decine di Kalashnikov
pronti ad uccidere,dilaniare,massacrare qualsiasi cosa fosse
vicina alle proprie mandibole, l'odore dell'uomo scatenava
in quei molossi una reazione chimica capace di innescare
un'atomica tanto era l'odio che nutrivano nei confronti di
chi li privava anche dell'aria da respirare.

Lo scenario che si allargava nel bosco circostante creava
nel mio cuore inaudita sofferenza, per chilometri si
estendevano fatiscenti  reticolati consumati dalle
intemperie e dalle migliaia di denti spezzatisi in quelle
maglie di ferro alla ricerca della libertà, si perdevano a
vista d'occhio, quadrati irregolari scoscesi in cui uno,due
,cinque,dieci,venti,trenta cani, maschi con femmine, alcune
gravide, cuccioli con adulti, piccole taglie con cagnoni
enormi, scheletrici, sporchi, peli ammassati, sguardi
assenti, bava alla bocca, terrore gerarchico negli occhi,
abbandonati alla morte in angoli, crepacci o in quel che
restava di cucce in cemento affossate nella terra
maleodorante, monchi, inebetiti, cani abbandonati dall'uomo
ma in questa circostanza anche da Dio.

L'area di calpestio dei recinti aveva,  nella sua
totalità,
una pendenza dell'80%, su di essa  i cani si arrampicavano,
di un colore inesistente nella sfera ottica umana, sul suolo
aleggiava uno strato di polline misto a peli ed escrementi
liofilizzatisi, ogni zampata sollevava una nube di polvere
fetida.

Dalla terra fuoriuscivano pietre appuntite, tronchi spezzati
, tante piccole escrescenze simili a mani  che dal
sottosuolo con movimenti convulsi tentavano di avvinghiare e
catturare quei dannati rinchiusi in un luogo per il quale
non sono stati creati ed in cui si dibattevano come le
anguille catturate per essere vendute. In questo scenario
spettrale un solo operaio, originario dei paesi dell'Est,
mezzo svestito, si affaccendava senza far nulla di utile, in
un baraccone un Veterinario, presumo,  alle prese con
bisturi operava in dolce compagnia femminile, mentre, una
ragazzina in abiti da lavoro trasportava su di una
carriòla,
barella etnica, un cane anestetizzato da rimettere nel
branco, un Veterinario dell'ASL competente per territorio
giustificava l'alto tasso di mortalità nella struttura
dovuto a decessi  per arresto cardiocircolatorio.  Dulcis in
fundo  in quattro gabbioni da trasporto sei nuovi randagi
appena arrivati nell'inferno da chissà quale Comune pronto
ha pagare la retta giornaliera di 1 euro e 49 centesimi per
sempre, visto che dopo la microchippatura e lo smistamento
nei recinti nessun padrone andrà mai a controllarli come
nessun pazzo salirà mai su quella montagna per prendere in
affido un cane, è utopia .

Lo scopo della mia visita era un controllo (insieme a
rappresentanti di una Amministrazione Comunale) per
accertare l'esistenza in vita di 92 cani di un paese a 150
chilometri circa di distanza dal campo di sterminio, le
ultime fatture ne elencavano una quarantina,la prima
verifica sommaria ne dava 24 presenti ma il proprietario
della struttura non sapeva dove, in quale recinto della
montagna, fra gli oltre 2000 cani si trovassero, "era
necessaria una ricerca che richiedeva tre o quattro giorni,
fissare un  appuntamento", rifare il viaggio e sperare di
trovare in loco fisicamente il proprietario, "altrimenti
nella galera nessuno vi permetterà di accedere".

Dopo solo 15 minuti di visita guidata eravamo già fuori al
cancello.

Mi capita ogni qualvolta che oltrepasso i cancelli di un
lager di non dormire per notti e notti, mi riprometto ogni
volta di smetterla di aiutare gli indifesi, imponendomi di
vivere come fanno tutti.

Non ci riesco.

L'indifferenza assoluta dell'opinione pubblica è la pena
più
dolorosa.

"Lontano dagli occhi lontano dal cuore", è quanto impera
incosciamente nel tessuto sociale moderno, questo lo hanno
carpito i nuovi imprenditori aguzzini, mentre gli animalisti
rincorrono la cagnetta da sterilizzare che gli
accalappiacani dell'ASL non riescono a catturare,
battibeccano con il cattivo detentore del cane a catena
corta, ergono barricate per bloccare furgoni carichi di
animali destinati alla vivisezione in Germania, Svizzera ed
in chissà quante altre parti del Mondo , si impegolano in
questioni di ordinaria quotidianità per strappare
all'offesa
o alla morte uno, dieci, cento cani o gatti, mentre altri
mille, in quello stesso momento esalano l'ultimo respiro
dopo giorni, mesi di agonia e stenti in appartati ed isolati
lager, regolarmente autorizzati dall'Azienda Sanitaria
Locale,mai controllati dagli Organi preposti alla vigilanza
ed al rispetto dalla normativa vigente in materia, laddove
esiste un Comando o Stazione delle Forze dell'Ordine che
alla richiesta d'intervento per un controllo non risponda
"tale attività non rientra nelle nostre competenze".

Sono ogni giorno più convinta che in questi quindici anni
dal 1991, anno dell'entrata in vigore della Legge Nazionale
sul Randagismo, poco o nulla è stato fatto in termini di
concretezza per realmente tutelare gli animali d'affezione e
prevenire il fenomeno randagismo in Italia, terra, le cui
comunità stentano a recepire sia pubblicamente che
privatamente il significato del termine "benessere animale",
dove buona parte della popolazione resta poco incline alla
solidarietà e sensibilità verso gli animali da
compagnia,
dimostrando intolleranza nei confronti degli animali
abbandonati, operando arbitraria giustizia sugli stessi
sterminandoli nei modi più raccapriccianti.

I miei occhi sono stati scelti dagli amici animalisti
dell'UNA di Pontecagnano per visitare con raziocinio,
serietà, competenza ed esperienza un rifugio ritenuto
ineccepibile da molti Dottori e Sapientoni, fasulli tutori
del benessere animale, il mio modo di vedere, sentire,
recepire immagini e sensazioni non mi accomuna a coloro che
per prestigio e convenienza girano lo sguardano ed incassano
la ricompensa.

Perciò vi chiedo, in nome e per conto di quelle anime
dannate, GIUSTIZIA.



Atripalda,24.05.2006
                  Presidente AIPA Guardia Zoofila Reg.

                       -Angela Luongo


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Azioni Azioni: COSA SUCCEDE A OSIMO???
Postato da il Sabato, 27 settembre @ 10:34:31 CEST (1503 letture)

Da: Ulmino Info [mailto:info@ulmino.it]
Inviato: martedì 16 settembre 2008 18.15
Oggetto: COSA SUCCEDE A OSIMO???

 
Per avere aggiornamenti consigliamo di andare sul sito www.osimonews.it
 
in particolare leggete l'argomento del forum dal titolo
"Notizia in anteprima: sequestrato il maxicanile" a questo link
 
 
potete vedere le foto dell'area e lo sbancamento...
 
se poi leggete anche i post della prima pagina, è particolarmente interessante il n°. 8 a questo link
 
 
Questo il testo per chi non ha voglia di andare sul sito:
 
Per darvi l'idea dell'arroganza di Leonardo Bordi, titolare della Tecnovett:

«Io qui il canile ce lo faccio e prima ci porto 400 cani, poi altri 400, in barba alla legge regionale» ha detto senza mezzi termini l'altro giorno ad alcuni residenti.
«Ho una squadra di avvocati che lavora per me e guadagno abbastanza da potermelo permettere. I miei avvocati hanno già trovato un cavillo che mi permetterà di fare il canile così come lo avevo progettato. Quanto al diritto di prelazione e al sequestro... non esiste proprio! Quando avrò messo a regime questo canile, andrò altrove a costruirne altri».

Ecco perché continua a proseguire con i lavori.

In più, fa pure la vittima con la stampa, dicendo che i vandali continuano a far danni nel suo cantiere.

Intanto GLI UNICI, VERI DANNI LI FA LUI: oltre che ALL'AMBIENTE, anche alla STRADA di accesso alle abitazioni dei RESIDENTI, ORMAI DIVENTATA IMPRATICABILE.

Che cos'ha da dire, riguardo a tutto ciò il Sindaco Latini?
 
 
***
BUONA LETTURA...


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Azioni Azioni: MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL MEGA-CANILE. Sabato, 19 luglio, ore 18:00 a O
Postato da il Martedì, 19 agosto @ 14:33:59 CEST (5210 letture)

Sabato, 19 luglio, ore 18:00 a Osimo (AN)
MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL MEGA-CANILE

L'enpa di Rimini ha partecipato alla manifestazione indetta per scongiurare la costruzione di un canile per 800 cani.

A questo link potete trovare una breve cronistoria.

La presenza da Rimini vedeva circa 15 persone delle associazioni Enpa sezione di Rimini, Animal Liberation, Il rifugio Ulmino.

Di seguito le foto della manifestazione

Preparazione del Corteo



(Leggi Tutto... | )

Azioni Azioni: Manifestazione nazionale contro il mega-canile di Osimo 19 luglio 2008
Postato da il Venerdì, 04 luglio @ 18:50:04 CEST (1099 letture)

Nuova pagina 1
Da: Ulmino Info [mailto:info@ulmino.it]
Inviato: giovedì 3 luglio 2008 22.32
A: Undisclosed-Recipient:;
Oggetto: IMPORTANTISSIMO - Manifestazione nazionale contro il mega-canile di Osimo 19 luglio 2008
Priorità: Alta

RICEVIAMO E SOSTENIAMO QUESTA IMPORTANTISSIMA INIZIATIVA.

MOLTI DI VOI CONOSCONO IL CANILE DI RIETI E NON SERVONO PAROLE PER DESCRIVERE CIO' CHE è STATO E CIO' CHE è, NONOSTANTE L'APPARENZA... CHI NON LO CONOSCE PUò CERCARE "CANILE DI RIETI" CON UN QUALUNQUE MOTORE DI RICERCA E CAPIRA'...

LA DITTA PROPRIETARIA DEL CANILE DI RIETI HA INIZIATO LA COSTRUZIONE DI UN MEGA-CANILE DI 800 CANI A OSIMO, CON AUTORIZZAZIONE COMUNALE, PROGETTO REDATTO DAL VICESINDACO, SOSTEGNO DEL SINDACO E APPOGGIO INCONDIZIONATO DA PARTE DI UN'ASSOCIAZIONE "ANIMALISTA" LOCALE...

CREDIAMO CHE CHIUNQUE SI DEFINISCA "ANIMALISTA" O CHIUNQUE NON SI VOGLIA DEFINIRE IN ALCUN MODO MA ABBIA UN PROFONDO SENSO CIVICO E CIVILE DI RISPETTO VERSO GLI ESSERI VIVENTI DI QUALUNQUE SPECIE, POSSA SOLO ABORRIRE LA COSTRUZIONE DI UNA STRUTTURA SIMILE.

DA INFORMAZIONI APPRESE SAPPIAMO CHE I RANDAGI DI OSIMO ATTUALMENTE DETENUTI IN ALTRE STRUTTURE SONO CIRCA 60. PERCHè UN'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DOVREBBE PREFERIRE LA COSTRUZIONE DI UN MEGA-CANILE PRIVATO DI 800 CANI SUL SUO TERRITORIO PIUTTOSTO CHE LA COSTRUZIONE DI UN CANILE PUBBLICO DIMENSIONATO PER I "SUOI" CANI???

CHIEDIAMO A VOI TUTTI, VERI AMICI DEGLI ANIMALI,  DI INTERVENIRE A QUESTA MANIFESTAZIONE AL FIANCO DEL COORDINAMENTO CHE LA PROMUOVE. PER DIFENDERE I DIRITTI DI TUTTI!!!

AFFINCHè IL PASSATO E IL PRESENTE DI RIETI NON DIVENTINO IL FUTURO DI OSIMO, VI PREGHIAMO DI DIFFONDERE IL COMUNICATO E IL VOLANTINO E SOPRATTUTTO DI PARTECIPARE NUMEROSI ALLA MANIFESTAZIONE!!!

E' UN'OCCASIONE UNICA PER SCENDERE IN PIAZZA, TUTTI INSIEME, PER DARE VOCE ALLE CENTINAIA DI SENZA VOCE DI CUI, INSIEME A NOI, VI SIETE OCCUPATI IN QUESTI ANNI.

SE A RIETI "GIUSTIZIA" è UNA PAROLA IGNOTA, FORSE FUORI DA RIETI NON LO E': POSSIAMO TENTARE DI IMPEDIRE CHE ACCADA ANCORA, MA DOVREMO ESSERE IN TANTI, Lì, SUL POSTO... 

CONTIAMO SU TUTTI VOI, GRAZIE.

I VOLONTARI DEL CANILE DI RIETI

 

P.S. avremmo bisogno di sapere in anticipo su quante "forze" possiamo contare, quindi vi saremmo grati se poteste scriverci una mail confermando la vostra presenza

 

 

                                                                ***

                                       COMUNICATO

 

Il "Coordinamento dei movimenti in difesa dell'ambiente nel territorio di Osimo e nelle zone limitrofe" organizza ad Osimo (AN) una manifestazione a carattere nazionale contro la costruzione di un mega-canile da 800 cani in località Passatempo autorizzata dall'amministrazion e comunale di Osimo alla ditta Tecnovett srl, già inquisita per maltrattamento ed uccisione degli animali nel canile di Rieti. Sabato, 19 luglio 2008 alle ore 18.00 dal piazzale del San Carlo ad Osimo partirà un corteo pacifico diretto al centro storico con arrivo nella centralissima Piazza Boccolino. Il corteo si concluderà con alcuni interventi e con la proiezione del video shock che mostra il trattamento subito dai cani nella struttura di Rieti gestita dalla Tecnovett srl, posta sotto sequestro dalla Guardia Forestale, (ma ancora in attività). Per il bene dei cani non vorremmo che quello di Passatempo di Osimo fosse una fotocopia in scala più grande del canile Rieti. Ma oltre al destino di quei poveri animali, esiste il pericolo di una devastazione irrimediabile per Osimo e il suo territorio. Un anfiteatro naturale è stato già sbancato per far posto al canile e con esso alla distruzione della vita dei residenti e al totale azzeramento del valore patrimoniale di chi ha fatto tanti sacrifici per avere una casa tutta sua in quello che una volta era un piccolo paradiso. Questo significa il degrado IRREVERSIBILE del nostro territorio oltre che il degrado della nostra umanità! Non possiamo permettere che tutto questo accada e che vengano violati in maniera così arrogante i diritti degli animali e dei cittadini per favorire alcuni interessi particolari. Preghiamo pertanto tutti coloro che sono sensibili a queste tematiche, di partecipare numerosi alla manifestazione nazionale di sabato 19 luglio ad Osimo.

 

Il Coordinamento dei movimenti in difesa dell'ambiente nel territorio di Osimo e nelle zone limitrofe



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Azioni Azioni: Successo dell'azione nonviolenta per impedire la deportazione di 4 cani.
Postato da il Sabato, 07 giugno @ 00:19:54 CEST (4913 letture)

Giovedì 5 Giugno la nostra associazioe con Animal Liberation con una azione nonviolenta ha impedito il trasferimento di 4 cani dal canile di Vallecchio a un canile fuori provincia. Grazie ai volontari di Animal Liberation è stato possibile contemporaneamente manifestare anche davanti alla sede del Comune di Saludecio.

Potete vedere la cronostoria di Animal Liberation e le foto delle azioni.

La diffida che abbiamo inviato al Sindaco di Saludecio.

I fatti sono stati presentati null'articolo del Corriere di Romagna di oggi cha ha inviato un fotografo e un cronista per seguire e documentare i fatti.



Sulla Voce di Romagna invece sono apparse le considerazioni del sindaco di Saludecio



A queste considerazioni abbiamo ritenuto di rispondere come segue con un comunicato stampa:

Le dichiarazione del sindaco Giuseppe Sanchini del comune di Saludecio necessitano di puntualizzazioni.

Facciamo riferimento alle iniziative delle associazioni animaliste che ieri si sono attivate per impedire, con un azione nonviolenta, il trasferimento  di 4 cani ad un canile fuori provincia e delle nostre proposte che il sindaco bolla come "non concrete ". 

Noi vorremmo che nelle decisioni dei nostri amministratori si tenesse conto anche del rispetto e del riguardo che necessità la vita di ogni animale (norme previste anche dalla legge), ma visto che questo per il sindaco Sanchini non è un tema rilevante vogliamo confrontarci sui punti da lui sollevati che riguardano il mero aspetto economico.

Non accettiamo l'affermazione del sindaco che le associazioni animaliste non propongono azioni concrete nel promuovere un risparmio per la collettività.

Vogliamo sottolineare che il reale risparmio per le amministrazioni non è confinare un cane per tutta la vita in un canile "economico" e così pagare per moltissimi anni, e in alcuni casi anche lungamente dopo il decesso. Il reale risparmio si consegue nel lavorare per fare si che questi cani abbiamo una famiglia disposta ad adottarli e in questo modo sottrarli alle "costose cure" del comune. Noi come associazioni animaliste abbiamo ampi programmi e dedichiamo la maggiore parte delle nostre attività alla promozione delle adozioni. Il nostro lavoro può essere ben quantificato come risparmio netto per le amministrazioni. Il trasportare lontano gli animali del comune ostacola principalmente la maggiore possibilità di risparmio.

Riguardo le rette che vengono giudicate elevate vorremmo informare il  sindaco di Saludecio che anche grazie al nostro interessamento San Patrignano è disponibile a realizzare convenzioni a €2,5 a "capo" (il Canile di Cagli chiede euro 2.15 + IVA, informazione avuta direttamente dal gestore)  e che al canile di Riccione si possono fare convenzioni a 5€. Il trasferimento dei cani è anche un trasferimento di risorse dai nostri territori e spesso promuove strutture che garantiscono la mera sopravvivenza degli animali, e alcune volte neppure quella.

Se il comune si avvalesse dell'esperienza e capacità delle associazioni animaliste sarebbe sicuramente in grado di prendere decisioni economicamente più vantaggiose e permetterebbe alle associazioni di incrementare le attività di adozione invece di costringerle a dover impegnare il tempo a contestare scelte antieconomiche per la cittadinanza.

Per quanto riguarda il benessere animale, che per noi è prioritario, riteniamo, come abbiamo qui brevemente dimostrato, che non è in contrasto con una vantaggiosa gestione dei denari.

Esistono poi questioni morali e di sensibilità che evidentemente non tutti ritengono prioritarie o importanti, mentre riteniamo che il sindaco di una città debba esserne rispettoso.

Il canile di Cagli, scelto dal Comune di Saludecio, contiene 230 animali e ha 2 operatori. Ci chiediamo come sia possibile ritenere civile confinare animali di compagnia in una simile condizione.

Quegli animali sono gli stessi che circondano affettuosamente sindaci, assessori, e cittadini tutti. Trasferire questi sentimenti nel chiuso di una gabbia "economica" senza possibilità di relazioni è già di per se stesso una condanna a morte per un animale sociale come il cane. Riteniamo pertanto che questi aspetti che non si vogliono quantificare nemmeno in centesimi di euro siamo invece rilevanti di per se e che feriscano i sentimenti di tutte quelle persone che hanno legami di affetto e compagnia con cani e altri animali.

Invitiamo Sanchini a tenere conto di queste considerazioni economiche e di umanità nelle prossime decisioni che dovrà prendere a riguardo. Ci rendiamo disponibili a mettere a disposizione la nostra esperienza a riguardo per contribuire a beneficio delle tasche di tutti e del benessere del migliore amico dell'uomo.

Adriana Neri
Presidente sezione riminese Enpa
Ente Nazionale Protezione Animali
www.enparimini.it



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Azioni Azioni: Animalisti, no a deportazioni cani fuori provincia.
Postato da il Mercoledì, 21 maggio @ 22:36:51 CEST (3133 letture)

Fonte: NewsRimini.it del 21 dicembre 2007

Animalisti, no a deportazioni cani fuori provincia. Diffida a tre sindaci

Venerdì 21 dicembre 2007

Otto associazioni animaliste della Provincia di Rimini hanno scritto ai sindaci di Misano, Santarcangelo e Verucchio diffidandoli da ulteriori trasferimenti di cani in strutture private fuori provincia. Una pratica che va avanti da tempo, denunciano le associazioni, in contrasto con le leggi in materia di tutela e controllo della popolazione canina.
In caso di annaloghe iniziative, i firmatari si riservano azioni nelle sedi opportune sedi e pubbliche denunce alla cittadinanza.


La lettera inviata ai sindaci:

Al Sig. Sindaco del Comune di Misano Adriatico
Al Sig. Sindaco del Comune di Santarcangelo di Romagna
Al Sig. Sindaco del Comune di Verucchio

Oggetto : Ricovero dei cani a carico dei Comuni ai sensi degli art. 16,17,18,19,20,21 della Legge R.le 27/00. Deportazioni cani fuori Provincia / Diffida

Le scriventi Associazioni Animaliste operanti sul territorio della Provincia sono a conoscenza che da diverso tempo cani trovati sul territorio dei Comuni di Misano Adriatico, Santarcangelo di Romagna e Verucchio sono stati trasferiti da strutture di ricovero per cani ubicate in Provincia di Rimini in strutture private distanti centinaia di KM.

Per evitare che analoghe iniziative abbiano a ripetersi diffidano

i Sigg. Sindaci in indirizzo dall’effettuare ulteriori trasferimenti che si connotano, rispetto alle chiare disposizioni di legge in materia di tutela e controllo della popolazione canina, come mera deportazione, esponente gli animali in questione a grave stress psicofisico, ed allo sradicamento etologico dal proprio ambiente in spregio alle norme vigenti. Infatti il legame forte ed inequivocabile dell’animale al suo territorio lo si può evincere in diversi tratti della legge :

-  art. 2 lettera d, “ ….i Comuni sono tenuti a comunicare il recapito dei canili ove vengono condotti gli animali e le modalità di riscatto”.
Tale disposizione sottintende una prossimità delle strutture alla cittadinanza di riferimento; così come la stessa prossimità la si può riscontrare nelle politiche di indirizzo che devono essere definite necessariamente a livello provinciale.

Il ruolo fondamentale delle anagrafi canine evidenziato nella Legge Quadro n. 281/91 e nella L. R. n. 27/00 afferma l’ovvietà della necessaria permanenza degli animali soccorsi sul territorio.
La pratica di spostare animali da una struttura all’altra contrasta fortemente con l’obiettivo principe della norma: il perseguimento del benessere degli animali. Il D.P.R. 31/3/79 attribuisce infatti proprio ai Sindaci funzioni di vigilanza sulla corretta applicazione delle leggi di tutela degli animali.
Ritenendo le firmatarie Associazioni che le reiterate operazioni di trasferimento dei cani in strutture di altre Province avvengano in violazione delle norme regionali e nazionali di tutela degli animali, le stesse intraprenderanno improcrastinabili azioni nelle più opportune sedi e pubbliche denunce di informazione alla cittadinanza. Con osservanza

Rimini 20.12.7

Serena Sartini Animal Liberation
Onide Venturelli Associazione Vegetariana Italiana onlus
Michela Ronci “e l’ uomo incontrò il cane” K. Lorenz
Adriana Neri ENPA sezione di Rimini
Claudio Casali Gli Amici di Benny
Nicola Parato Insieme per la Valmarecchia
Barbara Bassan La Collina di Vaniglia
Remo Bruni Maricla onlus



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Azioni Azioni: Controllo benessere animale nel Comune di Misano
Postato da il Giovedì, 17 aprile @ 22:42:57 CEST (1103 letture)

Su segnalazione di una cittadina di Misano abbiamo controllato lo stato del benessere di alcuni cani nella zona dell'autodromo di Santa Monica. La situazione è stata valutata come regolare da un punto di vista legislativo, per cui non si può parlare di maltrattamento, anche se sarebbe consigliata una maggiore presenza umana.

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Azioni Azioni: Segnalazioni
Postato da il Giovedì, 17 aprile @ 13:36:57 CEST (1121 letture)

Abbiamo ricevuto segnalazione di un cane malcustodito a Rimini. Ci siamo attivati personalmente come enpa e anche segnalando il caso ai cinovigili di Rimini. Sono intervenuti e seguiranno il caso.

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Azioni Azioni: Un nostro membro partecipa alla azione di Animal liberation
Postato da il Lunedì, 14 aprile @ 22:57:21 CEST (1111 letture)

FERMATA LA DEPORTAZIONE DEI CANI DELLA PROVINCIA

21 dicembre 2007, Canile di Vallecchio (Rimini)

dopo lo sciopero della fame di marzo '07,
STOP ALLE DEPORTAZIONI !

Con un blitz degli animalisti di Animal Liberation è stato impedito al Dr. Bocchi, titolare del canile privato di S.Secondo parmense, di caricare su un furgone i cani dei Comuni di Misano, Verucchio e Santarcangelo ospiti del canile di Vallecchio di Rn per essere deportati a Parma.
Dal giorno prima ai Sindaci sono stati inviati ben due atti di diffida con il quale è stato chiesto di desistere dalla sistematica deportazione.
E' stato sufficiente creare uno sbarramento di persone all'ingresso del canile per non far uscire i cani e impedire che fossero caricati sui mezzi di Bocchi. Il Dr. Bocchi ha preferito rinunciare consapevole della sua posizione in molte procure d'Italia.
Questo episodio, che ha fatto sì che nessun cane abbia lasciato Rimini, si aggiunge a quello di Giussano/Lombardia. Anche lì gli animalisti hanno impedito a Bocchi di prelevare i cani.
Nel frattempo tutte le associazioni animaliste di Rimini hanno formulato un testo con il quale si chiede alla regione Emilia-Romagna un chiaro divieto di esportare i cani dei pubblici canili fuori provincia.

IMPORTANTE: COSA FARE ORA ?

chi ha amici, parenti, conoscenti di Santarcangelo, Misano e Verucchio
chieda per favore loro di SCRIVERE lettere di indignazione
attraverso i quotidiani locali (vedi indirizzi sotto)
ai propri rispettivi sindaci per le scelte di deportazione dei cani dal loro territorio;
é IMPORTANTISSIMO perchè i politici VIVONO DI CONSENSI
e non c'è denuncia che abbia più efficacia del PUBBLICO DISSENSO.
(prego usare toni pacati ed educati)

Corriere di Romagna
piazza tre martiri n. 43
Rimini
rimini@corriereromagna.it

La Voce di Romagna
viale Principe Amedeo 11/c
Rimini
lavoce@lavocediromagna.com
 

clicca qui per le FOTO e per la STAMPA



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